Area riservata



 




Dislipidemia PPARs e sindome metabolica
Scritto da Stagnaro Sergio   
Indice
Inizio
Fattori di rischio
PPARs: sottotipi
Conclusione e Bibliografia
Bibliografia 2
Bibliografia 3 e Commenti
Articolo completo

Conclusione
Nell’isorgenza della sindrome metabolica, del diabete tipo 2 e di molte patologie cardiovascolari, il ruolo dei PPARs è certamente di fondamentale importanza. Tuttavia bisogna considerare l’esistenza delle costituzioni semeiotico-biofisiche, tra cui sono importanti quella dislipidemica "e" diabetica, conditio sine qua non sia della sindrome metabolica (sindrome di Metabolica, classica e "variante") sia delle più gravi malattie umane.
Oggi è ben noto che l’intervento terapeutico sulla sindrome metabolica può prevenire o migliorare la patologia cardiovascolare e il diabete tipo 2 (23). Come spesso ho riferito nei miei articoli sul diabete mellito, la sindrome metabolica rappresenta una sindrome clinica altamente frequente.
Pertanto, sono certamente d’accordo con gli autori che suggeriscono che l’obesità, la modulazione dei PPAR e l’insulino-resistenza sono la parte centrale di questa complessa sindrome e che la dieta e l’esercizio fisico possono prevenire un grande numero di casi di diabete, come affermato in precedenti articoli (24, 25).
Tuttavia, questi eventi patologici possono avvenire soltanto in individui con le costituzioni semeiotico-biofisiche dislipidmica e diabetica, che rappresentano il primo stadio nello sviluppo di tutte le componenti della sindrome metabolica.
Per quanto concerne il fatto essenziale che la compromissione della secrezione insulinica, conducendo all’iperglicemia, divide i pazienti con sindrome metabolica in due gruppi, con e senza il diabete manifesto, noi dobbiamo rivolgere la nostra attenzione alla presenza delle costituzioni semeiotico biofisiche citate sopra, associate o meno, che ci fanno comprendere i veri motivi dei differenti comportamenti.
Infatti, la riduzione delle secrezione insulinica, a lenta insorgenza, può osservarsi esclusivamente in pazienti colpiti contemporaneamente da entrambe le costituzioni.

Bibliografia

1) Stagnaro S.-Neri M., Stagnaro S., Sindrome di Reaven, classica e variante, in evoluzione diabetica. Il ruolo della Carnitina nella prevenzione del diabete mellito. Il Cuore. 6, 617 (Pub-Med indexed for Medline) 1993.

2) Stagnaro S.-Neri M., Stagnaro S., Sindrome di Reaven, classica e variante, in evoluzione diabetica. Il ruolo della Carnitina nella prevenzione del diabete mellito. Il Cuore. 6, 617, 1993.

3) Stagnaro-Neri M., Stagnaro S., La "Costituzione Colelitiasica": ICAEM-a , Sindrome di Reaven variante e Ipotonia-Ipocinesia delle vie biliari. Atti. XII Settim. It. Dietol. ed Epatol. 20, 239, 1993.

4) Felber JP, Golay A: Pathways from obesity to diabetes. Int J Obes 2002, 26 Suppl 2:S39-45

5) Lean ME: Pathophysiology of obesity. Proc Nutr Soc 2000, 59:331-6

6) Astrup A, Finer N: Redefining Type 2 diabetes: Diabesity or Obesity Dependent Diabetes Mellitus ? Obes Rev 2000, 1:57-59

7) Burke JP, Williams K, Gaskill SP, Hazuda HP, Haffner SM, Stern MP: Rapid rise
in the incidence of type 2 diabetes from 1987 to 1996: results from the San Antonio Heart Study. Arch Intern Med 1999, 159:1450-1456

8) Mokdad AH, Ford ES, Bowman BA, Nelson DE, Engelgau MM, Vinicor F, Marks
JS: The continuing increase of diabetes in the US. Diabetes Care 2001, 24:412

9) Moore LL, Visioni AJ, Wilson PW, D'Agostino RB, Finkle WD, Ellison RC: Can
sustained weight loss in overweight individuals reduce the risk of diabetes
mellitus? Epidemiology 2000, 11:269-273.



 

Per inserire un commento è necessario essere registrati