La terapia medica dello scompenso cardiaco nell’anziano
Scritto da Miceli Domenico   
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Lo scompenso cardiaco è ormai considerato una sindrome “epidemica”, in ragione della sua diffusione, della persistente severità della prognosi e degli elevati costi di cura ad esso associati.
La maggior parte dei pazienti affetti da scompenso cardiaco è attualmente rappresentata da anziani, ovvero da soggetti oltre i 65 anni di età, e da vecchi, ovvero da soggetti oltre i 75, fenomeno, questo, in buona parte attribuibile al progressivo evidente incremento dell’età media della popolazione, ma anche ad un intrinseco maggior grado di morbilità cardiovascolare dei soggetti in età avanzata.
Diversi fattori distinguono lo scompenso cardiaco nell’anziano da quello che si manifesta in soggetti di più bassa fascia di età (1,2) (fig.1), ma, in modo particolare, in tema di trattamenti terapeutici, è significativa la poca rappresentazione di questi pazienti negli studi clinici che hanno testato le categorie di farmaci  raccomandati nei vari stadi della malattia, e, conseguentemente, il criterio spesso empirico con il quale questi farmaci vengono impiegati nella cura dei soggetti delle fasce di età più avanzate.

  Età media Anziani
prevalenza >10%
sesso M>F F>M
eziologia coronaropatia Ipertensione art
segni clinici tipici Atipici
FEVS ridotta normale
comorbidità Poche multiple
Studi clinici numerosi pochi
terapia Evidence-based empirica
medico cardiologo internista

Fig.1: Fattori che distinguono lo scompenso cardiaco negli anziani rispetto ai pazienti di età media  (modificata da Rich MW, Am J Med 2005)


 

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