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Polmoniti ab ingestis e da aspirazione nell'anziano
Indice
Inizio
Fattori di rischio
Clinica
Misure di prevenzione
Inhalation Pneumonia
Trattamento e Commenti
Articolo completo

Clinica

In presenza di una forma clinica conclamata, la polmonite ab ingestis si esprime in modo simile a quella di pazienti affetti da altre polmoniti batteriche, sempre tenendo presente che trattandosi di pazienti anziani la progressione della sintomatologia è insidiosa e più lenta, e le manifestazioni cliniche abituali delle infezioni batteriche polmonari come la tosse, la febbre e l’espettorato purulento si manifestano in maniera più attenuata.
Per contro, la compromissione dello stato generale appare decisamente più marcata, e coinvolge non solo la forza fisica, ma anche la capacità di nutrirsi, lo stato di idratazione e di sanguificazione, la continenza sfinterica, il tono dell’umore e le funzioni cognitive.
Inoltre, a differenza di quanto si verifica nelle altre forme di polmoniti da inalazione, la presentazione clinica della polmonite ab ingestis è sempre in ritardo rispetto all’esordio, dato che l’episodio di aspirazione non è generalmente identificato, per cui il meccanismo patogenetico è quasi sempre dedotto a posteriori sulla base della valutazione dei fattori di rischio e del quadro radiologico caratteristico.
E’ frequente pertanto che il paziente si presenti all’osservazione del medico quando l’infezione polmonare è già verso gravi complicanze suppurative, come l’ascesso polmonare e l’empiema pleurico, oppure si è già cronicizzata.
Assolutamente determinante per la diagnosi è il quadro radiologico che dimostra la presenza di infiltrati flogistici localizzati in sedi ben precise che sono le porzioni apicali dei lobi inferiori e le zone posteriori dei lobi superiori quando l’anziano è posizionato in decubito supino, mentre quando l’aspirazione si verifica in pazienti posto in posizione prona oppure semiseduta, le zone solitamente sedi dei focolai polmonari sono i segmenti basali dei lobi inferiori

Terapia

Naturalmente il programma terapeutico da predisporre per il paziente anziano affetto da polmonite ab ingestis deve prevedere l’uso della terapia antibiotica, indispensabile per affrontare e risolvere l’acuzie, alla quale devono essere necessariamente associate tutta una serie di misure preventive per evitare il ripetersi di nuovi episodi di aspirazione, data la spiccata tendenza di questa forma morbosa alle recidive.
Per quanto attiene alla terapia antibiotica, non va dimenticato che l’anziano in genere, e quello colpito da polmonite ab ingestis in particolare, pressoché inevitabilmente presenta un certo grado di compromissione funzionale di organi importanti come fegato e reni, anche in presenza di indici di una ridotta e rallentata eliminazione del chemioterapico adoperato, cui consegue aumento dell’emivita plasmatica e rischio di iperdosaggio.
Ma il danno funzionale di vari organi ed apparati può rendere il paziente anziano più sensibile agli effetti potenziali dannosi diretti di molti antibiotici, esponendolo al rischio di lesioni tossiche renali, epatiche, neurologiche come pure del sistema emopoietico ed emocoagulativo. Particolarmente frequenti sono anche le alterazioni dell’equilibrio idrico ed elettrolitico.
La scelta del tipo di antibiotico dipende ovviamente sia dallo stadio evolutivo della malattia che da un’attenta valutazione dello stato di salute generale del paziente: gli antibiotici più frequentemente adoperati sono i cosiddetti battericidi, soprattutto i battericidi rapidi o dose-dipendenti come i chinoloni di terza generazione e gli aminoglicosidi, oppure, meno spesso, i battericidi lenti o tempo-dipendenti come le betalattamine.
Tra esse ricordiamo penicilline semisintetiche, cefalosporine e l’imipenem, betalattamina non penicillina e non cefalosporina, particolarmente potente e stabile ma da adoperare con molta cautela in pazienti con insufficienza renale.
Da sottolineare che tutti gli antibiotici riportati sopra, ma soprattutto i chinoloni provocano difficilmente e comunque con molta lentezza, la comparsa di fenomeni di resistenza batterica che, se compare, è quasi sempre ed esclusivamente di tipo mutazionale..


 

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