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Terapia endoscopica dell'ulcera gastrica sanguinante

Rifaximina nella sindrome del colon irritabile

Da limitare ai soggetti con colonizzazione batterica intestinale?

La sindrome del colon irritabile (IBS) rappresenta forse la più comune malattia intestinale per cui i pazienti si recano dal medico curante, e può essere peggiorata da una colonizzazione batterica intestinale.
In questo studio, randomizzato e caso-controllo, sponsorizzato dall’industria farmaceutica, 87 adulti con IBS sono stati trattati per 10 giorni con rifaximina o placebo, per verificare se questo antibiotico non assorbibile e ad ampio spettro, sia in grado di diminuire la sintomatologia.
L’outcome primario è stato individuato nella valutazione da parte del paziente stesso di un “miglioramento” nei sintomi della sindrome. Dopo 10 settimane il miglioramento è stato mediamente maggiore (in modo significativo) nel gruppo della rifaximina (36% contro 21%). Nello stesso periodo, analizzando i singoli sintomi, il gonfiore intestinale è significativamente migliorato, ma non la diarrea, la stipsi e il dolore addominale. Gli effetti collaterali sono stati simili nei due gruppi.
Tali risultati non sono rigorosi, basandosi su di una valutazione soggettiva, oltre tutto in antitesi con il non miglioramento dei singoli sintomi. Gli autori suggeriscono che l’impiego della rifaximina possa essere limitato a quei soggetti che presentano un breath test al lattulosio positivo (indicativo di colonizzazione batterica intestinale).

Annals of Internal Medicine 2006 ; 145:557-563, 626-628

 

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