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La nostra pelle al sole
Scritto da Del Sorbo Antonio   


Prepariamola gradualmente ad un'altra estate di afa e caldo record

Secondo le ultime previsioni meteo l’estate 2007 potrebbe essere tra le più calde e soleggiate degli ultimi anni. Come è ben noto il sole è un elemento indispensabile alla vita ed è un prezioso alleato della salute.
Nel periodo estivo migliorano molte patologie dermatologiche (es.: acne, psoriasi, dermatite atopica) grazie all'azione sebo ed immunoregolatrice dei raggi ultravioletti. L'esposizione graduale alla luce solare stimola infatti la produzione di cortisolo (azione antinfiammatoria), di serotonina e dopamina (azione antistress).
Tuttavia un'errata esposizione al sole può divenire nel tempo la causa di alcune patologie denominate "fotodermatosi", che vanno dal semplice eritema solare fino a reazioni via via più importanti come l'orticaria solare e le reazioni fototossiche e fotoallergiche.
Un uso irragionevole del sole "invecchia" la pelle ed aumenta l'incidenza di alcuni tumori cutanei (basalioma, spinalioma, melanoma).
Tra le patologie che peggiorano al sole ricordiamo la couperose (aumento dei capillari visibili al viso), l'herpes e il cloasma (macchie brune di melanina).
L'abbronzatura è un sofisticato sistema di difesa messo in atto per proteggerci dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti. La melanina prodotta è infatti un polimero che assorbe e neutralizza i radicali liberi prodotti in seguito ad un'intensa esposizione. Ma una produzione efficace di melanina si verifica dopo circa 24-48 ore dall'esposizione e pertanto bisogna stare attenti soprattutto alle prime esposizioni, quando la pelle non è ancora sufficientemente preparata a ricevere tanto sole.
Ci sono individui che si scottano spesso e si abbronzano poco (soggetti feomelanici) e individui che si abbronzano subito (soggetti eumelanici).

  1. I primi producono una melanina "chiara" (feomelanina) poco efficace contro le scottature e pertanto si ustionano facilmente alle prime esposizioni.
  2. I soggetti eumelanici producono invece una melanina "bruna" (eumelanina) molto più efficace a prevenire le scottature.

Gli eumelanici però devono prestare attenzione al sole e alle lampade abbronzanti durante una terapia ormonale e dopo un trattamento di bellezza (es: ceretta, peeling, laser, etc) per la maggiore tendenza a "macchiare" il viso.
Da uno studio condotto in Campania dal 1997 al 2002 e pubblicato sugli Annali Italiani di Dermatologia si evince che la quantità massima di ultravioletto corto (UV-B) che raggiunge il suolo e quindi la nostra cute, non ha subito grosse variazioni in questi ultimi anni, nonostante i cambiamenti bizzarri del clima.
L'aumentata "pericolosità" delle esposizioni estive non va quindi attribuita all'irradianza solare (rimasta pressoché invariata negli anni), ma ad un cambiamento radicale nelle nostre abitudini. Il modello televisivo "abbronzato è bello" aumenta il desiderio della tintarella a tutti i costi. Spesso però si ha a disposizione un'unica settimana di vacanza, dopo un digiuno solare di un intero anno trascorso tra casa e ufficio.
Fino alla scorsa generazione, le vacanze estive della famiglia media duravano circa 2 mesi. Nella nuova "ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE" le attività commerciali esercitano 12 mesi all'anno e la vacanza si limita ai famosi "7 giorni all inclusive".
Non essendo ancora la pelle pronta a ricevere un tale carico di sole, ci si scotta e si attribuisce ingiustamente la causa ad un sole "malato" piuttosto che ad un cambio generazionale di usi e costumi.
Si raccomanda pertanto anche quest'anno un'esposizione graduale al sole e l'uso di creme con fattore di protezione adeguato alla fascia di età, suggerite dal proprio dermatologo.

Bibliografia

DEL SORBO ANTONIO et al. Monitoraggio della quantità di ultravioletto solare sull'Italia Meridionale. Annali Italiani di Dermatologia allergologica, clinica e sperimentale; 56:115-121 (2002).

Dott. Antonio DEL SORBO
Specialista in Dermatologia e Venereologia                                          
Dottore di Ricerca in Dermatologia Sperimentale

 
Oggi si possono crioconservare le cellule staminali contenute nel grasso corporeo per interventi di bellezza e anche di salute
Scritto da Eo Ipso   

Mettere in banca le preziose cellule staminali contenute nel grasso aspirato durante la liposuzione per utilizzarle un domani per ringiovanire o per migliorare il proprio corpo. E' la nuova frontiera della medicina estetica e consiste nella conservazione delle cellule mesenchiali presenti nel grasso aspirato durante la liposuzione, che in questo modo non viene buttato o utilizzato subito per un lipofilling, ma viene messo al sicuro in una banca in Belgio per essere utilizzato in un prossimo futuro.
«Il lipofilling, ossia l'innesto del proprio grasso come trattamento anti-age nel viso o per rimodellare il corpo, ad esempio seno, gambe e addome, è ormai una realtà consolidata nella medicina estetica, in quanto si tratta di una soluzione naturale, atossica e senza il rischio di rigetto» afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna socio dell'Eafps (European academy of facial plastic surgery) che esegue questo trattamento da anni. Fino a oggi, tuttavia, era necessario eseguire il prelievo dei tessuti adiposi e l'innesto durante lo stesso intervento, in quanto il grasso non poteva essere conservato e in alternativa andava buttato. «Con questa nuova pratica invece, ci sono vantaggi notevoli: la paziente non è obbligata a eseguire i due interventi contemporaneamente, ma può scegliere di fare il reinnesto quando ritiene più opportuno. - prosegue Gennai, uno dei primi in Italia a conservare il tessuto adiposo nella "banca del tessuto" - Non solo: le cellule adipose e staminali mesenchimali crioconservate mantengono le caratteristiche biologiche che hanno al momento del prelievo e quindi sono una vera e propria riserva di "giovinezza" in quanto possono essere riutilizzate per la tecnica di lipofilling, ma possono essere anche riutilizzate per curare patologie per le quali si conoscono o si intravedono possibilità di cura con la medicina rigenerativa attraverso le cellule staminali mesenchimali».
Una delle più importanti banche europee di crioconservazione di tessuto adiposo è Cryo-Lip, che fa parte della multinazionale Cryo Save, nata per la conservazione delle cellule staminali: «La conservazione delle staminali del grasso è una novità assoluta del 2010, resa possibile grazie ai progressi fatti nel campo della raccolta e lavorazione della preziosa miscela ricca di staminali» afferma Stefano Davanzo responsabile di Cryo Lip Italia. In Italia è stata introdotta da fine settembre, ed è stato il secondo paese in Europa a praticarla tre mesi dopo la Spagna. Oggi è diffusa anche negli Stati Uniti, Grecia, Bulgaria, Ungheria, Cipro e Paesi Bassi. «La tecnica di crioconservazione prevede di raccogliere, lavorare e conservare la miscela ricca di staminali adulte provenienti dalla liposuzione grazie a una nuova procedura di crioconservazione specifica per i tessuti adiposi - prosegue Davanzo -. Il grasso viene congelato a 196 gradi sotto zero in vapori di azoto libero e si può riutilizzare almeno per i 20 anni successivi per eventuali ritocchi, senza quindi ricorrere a nuovi prelievi, risparmiando tempi e costi». Se è vero che l'utilizzo del grasso congelato, nella stragrande maggioranza dei casi, è per motivi estetici, il materiale assicura comunque la possibilità di curare alcune patologie, senza poi considerare le frontiere della chirurgia rigenerativa.
«Per ora siamo nella prima fase del progetto, quella informativa dei medici - aggiunge Davanzo -. A differenza della raccolta delle staminali del cordone ombelicale, dove il medico ha un ruolo marginale in quanto è quasi sempre la paziente che decide e porta avanti il progetto con la struttura scelta, con Cryo Lip il chirurgo plastico è decisivo. E' lui che propone il servizio , effettua prelievo e, nel 99% dei casi, inietta il tessuto. Per questo l'informativa è rivolta a medici selezionati, che devono avere una vasta esperienza, ma anche voglia di innovazione e motivazione».

Ufficio stampa: Eo Ipso
Info: Silvia Perfetti -  Mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Marco Parotti - Mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
DIAGNOSI CLINICA DEL TUMORE DEL PANCREAS, A PARTIRE DALLO STADIO DI REALE RISCHIO CONGENITO.
Scritto da Sergio Stagnaro   
Articolo in formato pdf.
 
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