FCE News https://fcenews.it/index.php 2013-12-28T01:07:15Z Joomla! 1.5 - Open Source Content Management Emergency cerca personale 2011-02-21T09:15:31Z 2011-02-21T09:15:31Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=119222:emergency-cerca-personale&catid=199:bacheca pratis [email protected]

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Legge sulla Dislessia 2011-02-03T07:50:57Z 2011-02-03T07:50:57Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=117274:legge-sulla-dislessia&catid=199:bacheca pratis [email protected]

Egregio Direttore,

dopo tanti anni di insegnamento è veramente frustrante e deludente vedere che la nostra scuola non solo non è stata migliorata ma si avvia verso un lento e sicuro declino deludendo le aspettative degli studenti che vedono in essa un’opportunità e per molti di loro forse l’unica opportunità.

L’ultimo colpo di grazia è stata la Legge sulla Dislessia recentemente approvata in sede di commissione deliberante, non con votazione democratica nelle due camere parlamentari.

A chi giova ed a chi serve questa legge?

Mi ritrovo in quasi ogni classe con 4/5 alunni etichettati dislessici, non ci si accorge di niente, fino a quando l’insegnante di sostegno della classe nel consiglio di classe non ne fa i nomi evidenziando se si tratta di discalculia (difficoltà nel fare i calcoli ) e/o disortografia ( errori di ortografia) o dislessia (lentezza o errori nella lettura). Con 30 alunni in classe e con 9 classi spesso di questi alunni ci si dimentica il nome , si collega il loro nome a quanto era stato detto nel momento delle verifiche.

C’è l’alunno che rifiuta di farsi interrogare, che si è seduto all’ultimo banco perché si vergogna di sbagliare e di mostrare a tutti che lui è diverso dagli altri.

C’è l’alunna che si blocca durante l’interrogazione , intimidita che si mette a piangere e anche se incoraggiata non risponde più.

Poi c’è l’alunno che durante la verifica scritta, vedendo la maggior parte dei suoi compagni consegnare, ti chiede preoccupato se puoi lasciargli più tempo perché ti dice: “prof. io sono dislessico”.

Poi non solo ha consegnato entro le due ore prestabilite ma scopro che il suo compito è uno dei migliori della classe con una grafia più curata e corretta di quella di altri suoi i compagni invece non etichettati dislessici.

Ci sono gli alunni, e sono la maggioranza, che seppure con vergogna ti dicono che sono dislessici, e che non sono tenuti a prendere appunti, non seguono neanche la lezione , non studiano. Frequentano la scuola più per stare assieme ai loro compagni che per imparare, tanto alla fine dell’anno saranno promossi, è così che è andata negli anni precedenti e sarà così anche quest’anno. I loro elaborati sono pieni di errori, pessima grafia, sembra che non abbiano mai frequentato la scuola eppure hanno fatto cinque anni di scuola elementare e tre di media inferiore.

Parlando con qualche genitore ne scopri il perché: al figlio i compiti non venivano corretti, in alcuni casi l’insegnante evidenziava l’errore ma non spiegava perché aveva sbagliato; lo studente preparava la lezione ma non veniva interrogato, non ci si aspettava lui imparasse alcunché, così lui abituato a non fare niente a scuola, ora non vuole fare niente.

Un genitore addirittura mi ha detto che la psicologa che seguiva il figlio gli aveva detto di non leggere tanto non sarebbe servito a niente perché non avrebbe comunque imparato perché di dislessia non si guarisce.

Questo è l’aiuto che sta venendo dato e che si vuole dare agli alunni che hanno difficoltà nel leggere scrivere e far di conto?

Perché gli studenti gli errori li fanno, se non hanno frequentato una buona scuola elementare le lacune le hanno e allora che facciamo diciamo che sono tutti malati? Che soffrono tutti di disturbi dell’apprendimento? O ci rimbocchiamo le maniche e come ha fatto Don Milani nella sua scuola di Barbiana, ci prendiamo cura di questi studenti.

Don Milani non ha mandato i suoi studenti che erano stati bocciati più volte, ritenuti stupidi ed incapaci di apprendere nella scuola pubblica, dal neuropsichiatra infantile per verificare il loro quoziente intellettivo o per una diagnosi di dislessia. Dopo anni di scuola elementare non leggevano fluidamente e senza errori, ne scrivevano correttamente con una buona grafia, e probabilmente sbagliavano anche i calcoli, eppure lui con il suo impegno e soprattutto credendo nelle loro capacità ne ha fatto delle persone Istruite , ne ha fatto delle persone che amavano la scuola e insegnavano ai bambini più piccoli.

Perché dobbiamo dare credito a teorie psichiatriche fallimentari che stanno buttando nello sconforto e nello scompiglio alunni e genitori e non recuperare gli insegnamenti e l’esperienza di grandi pedagogisti ?

Perché un gruppo di psichiatri ha deciso a tavolino che gli studenti che in seconda elementare devono saper leggere fluidamente e senza errori, devono saper scrivere correttamente ed avere una buona grafia, non devono superare il numero di errori nei calcoli prestabilito nei loro protocolli ?

Senza tener conto delle numerose variabili che intervengono nel processo di apprendimento, insegnante, metodo di studio, ambiente familiare ecc, hanno stabilito che gli alunni che cadono fuori dai loro parametri, sono dislessici, sono affetti dai così detti disturbi specifici dell’apprendimento, sono disabili e non impareranno mai. Secondo le loro teorie se un alunno non ha imparato dopo 18 mesi di esposizione alla lettura, c’è qualcosa che non funziona nel suo cervello, non si sa bene cosa, qualcuno parla di un gruppo non ben identificato di cellule celebrali, qualcun altro sta facendo risonanze magnetiche, qualche anno fa si parlava del gene y, tutte teorie scientifiche che farebbero inorridire Galileo Galilei.

Una legge è stata approvata e corsi di aggiornamento per i formatori sui disturbi dell'apprendimento stanno venendo programmati per assicurarsi che sempre più studenti italiani e famiglie vengano buttate nella confusione e scompiglio e che i sogni che un genitore ha per il futuro del proprio figlio vadano a finire nella pattumiera, perché la carriera di un dislessico è segnata.

Qualche anno fa gli “esperti” dicevano che i “dislessici” erano il l 4% dei bambini, oggi già le stime sono del 7-8 % chissà fra qualche anno?

Ritengo di far parte di una generazione di persone fortunate, per aver vissuto in un periodo in cui avevi il diritto di sbagliare, l’opportunità di correggere gli errori, un’insegnante che mi segnava di rosso o di blu i miei elaborati, di avere avuto il tempo che mi serviva per correggermi, esercitarmi per apprendere ed imparare, e soprattutto la serenità e tranquillità con la quale ho vissuto il mio percorso scolastico.

Anche se non fossi stata veloce nella lettura, se avessi fatto molti errori nello scrivere, se avessi sbagliato i calcoli, nessuno avrebbe messo in dubbio la mia sanità mentale e capacità di apprendere, nessuno avrebbe chiamato mia madre per portarmi a 7/8 anni dal neuropsichiatra infantile per una diagnosi di dislessia. Nessuno mi avrebbe inculcato l’idea di essere incapace con tutte le conseguenze emotive, psichiche e sociali che questo comporta.

I bambini di oggi purtroppo non hanno questa possibilità, qualcuno ha lavorato duramente per assicurarsi che molti di loro non l’avessero. Questo riguarda tutti noi perché un giorno quel bambino potrà essere tuo figlio.

A.M.P. Insegnante

Egregio Direttore,

dopo tanti anni di insegnamento è veramente frustrante e deludente vedere che la nostra scuola non solo non è stata migliorata ma si avvia verso un lento e sicuro declino deludendo le aspettative degli studenti che vedono in essa un’opportunità e per molti di loro forse l’unica opportunità.

L’ultimo colpo di grazia è stata la Legge sulla Dislessia recentemente approvata in sede di commissione deliberante, non con votazione democratica nelle due camere parlamentari.

A chi giova ed a chi serve questa legge?

Mi ritrovo in quasi ogni classe con 4/5 alunni etichettati dislessici, non ci si accorge di niente, fino a quando l’insegnante di sostegno della classe nel consiglio di classe non ne fa i nomi evidenziando se si tratta di discalculia (difficoltà nel fare i calcoli ) e/o disortografia ( errori di ortografia) o dislessia (lentezza o errori nella lettura). Con 30 alunni in classe e con 9 classi spesso di questi alunni ci si dimentica il nome , si collega il loro nome a quanto era stato detto nel momento delle verifiche.

C’è l’alunno che rifiuta di farsi interrogare, che si è seduto all’ultimo banco perché si vergogna di sbagliare e di mostrare a tutti che lui è diverso dagli altri.

C’è l’alunna che si blocca durante l’interrogazione , intimidita che si mette a piangere e anche se incoraggiata non risponde più.

Poi c’è l’alunno che durante la verifica scritta, vedendo la maggior parte dei suoi compagni consegnare, ti chiede preoccupato se puoi lasciargli più tempo perché ti dice: “prof. io sono dislessico”.

Poi non solo ha consegnato entro le due ore prestabilite ma scopro che il suo compito è uno dei migliori della classe con una grafia più curata e corretta di quella di altri suoi i compagni invece non etichettati dislessici.

Ci sono gli alunni, e sono la maggioranza, che seppure con vergogna ti dicono che sono dislessici, e che non sono tenuti a prendere appunti, non seguono neanche la lezione , non studiano. Frequentano la scuola più per stare assieme ai loro compagni che per imparare, tanto alla fine dell’anno saranno promossi, è così che è andata negli anni precedenti e sarà così anche quest’anno. I loro elaborati sono pieni di errori, pessima grafia, sembra che non abbiano mai frequentato la scuola eppure hanno fatto cinque anni di scuola elementare e tre di media inferiore.

Parlando con qualche genitore ne scopri il perché: al figlio i compiti non venivano corretti, in alcuni casi l’insegnante evidenziava l’errore ma non spiegava perché aveva sbagliato; lo studente preparava la lezione ma non veniva interrogato, non ci si aspettava lui imparasse alcunché, così lui abituato a non fare niente a scuola, ora non vuole fare niente.

Un genitore addirittura mi ha detto che la psicologa che seguiva il figlio gli aveva detto di non leggere tanto non sarebbe servito a niente perché non avrebbe comunque imparato perché di dislessia non si guarisce.

Questo è l’aiuto che sta venendo dato e che si vuole dare agli alunni che hanno difficoltà nel leggere scrivere e far di conto?

Perché gli studenti gli errori li fanno, se non hanno frequentato una buona scuola elementare le lacune le hanno e allora che facciamo diciamo che sono tutti malati? Che soffrono tutti di disturbi dell’apprendimento? O ci rimbocchiamo le maniche e come ha fatto Don Milani nella sua scuola di Barbiana, ci prendiamo cura di questi studenti.

Don Milani non ha mandato i suoi studenti che erano stati bocciati più volte, ritenuti stupidi ed incapaci di apprendere nella scuola pubblica, dal neuropsichiatra infantile per verificare il loro quoziente intellettivo o per una diagnosi di dislessia. Dopo anni di scuola elementare non leggevano fluidamente e senza errori, ne scrivevano correttamente con una buona grafia, e probabilmente sbagliavano anche i calcoli, eppure lui con il suo impegno e soprattutto credendo nelle loro capacità ne ha fatto delle persone Istruite , ne ha fatto delle persone che amavano la scuola e insegnavano ai bambini più piccoli.

Perché dobbiamo dare credito a teorie psichiatriche fallimentari che stanno buttando nello sconforto e nello scompiglio alunni e genitori e non recuperare gli insegnamenti e l’esperienza di grandi pedagogisti ?

Perché un gruppo di psichiatri ha deciso a tavolino che gli studenti che in seconda elementare devono saper leggere fluidamente e senza errori, devono saper scrivere correttamente ed avere una buona grafia, non devono superare il numero di errori nei calcoli prestabilito nei loro protocolli ?

Senza tener conto delle numerose variabili che intervengono nel processo di apprendimento, insegnante, metodo di studio, ambiente familiare ecc, hanno stabilito che gli alunni che cadono fuori dai loro parametri, sono dislessici, sono affetti dai così detti disturbi specifici dell’apprendimento, sono disabili e non impareranno mai. Secondo le loro teorie se un alunno non ha imparato dopo 18 mesi di esposizione alla lettura, c’è qualcosa che non funziona nel suo cervello, non si sa bene cosa, qualcuno parla di un gruppo non ben identificato di cellule celebrali, qualcun altro sta facendo risonanze magnetiche, qualche anno fa si parlava del gene y, tutte teorie scientifiche che farebbero inorridire Galileo Galilei.

Una legge è stata approvata e corsi di aggiornamento per i formatori sui disturbi dell'apprendimento stanno venendo programmati per assicurarsi che sempre più studenti italiani e famiglie vengano buttate nella confusione e scompiglio e che i sogni che un genitore ha per il futuro del proprio figlio vadano a finire nella pattumiera, perché la carriera di un dislessico è segnata.

Qualche anno fa gli “esperti” dicevano che i “dislessici” erano il l 4% dei bambini, oggi già le stime sono del 7-8 % chissà fra qualche anno?

Ritengo di far parte di una generazione di persone fortunate, per aver vissuto in un periodo in cui avevi il diritto di sbagliare, l’opportunità di correggere gli errori, un’insegnante che mi segnava di rosso o di blu i miei elaborati, di avere avuto il tempo che mi serviva per correggermi, esercitarmi per apprendere ed imparare, e soprattutto la serenità e tranquillità con la quale ho vissuto il mio percorso scolastico.

Anche se non fossi stata veloce nella lettura, se avessi fatto molti errori nello scrivere, se avessi sbagliato i calcoli, nessuno avrebbe messo in dubbio la mia sanità mentale e capacità di apprendere, nessuno avrebbe chiamato mia madre per portarmi a 7/8 anni dal neuropsichiatra infantile per una diagnosi di dislessia. Nessuno mi avrebbe inculcato l’idea di essere incapace con tutte le conseguenze emotive, psichiche e sociali che questo comporta.

I bambini di oggi purtroppo non hanno questa possibilità, qualcuno ha lavorato duramente per assicurarsi che molti di loro non l’avessero. Questo riguarda tutti noi perché un giorno quel bambino potrà essere tuo figlio.

A.M.P. Insegnante

Bedside Diagnosing Ovarian Oncological nherited Real Risk and Cancer. 2011-01-24T09:36:54Z 2011-01-24T09:36:54Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=115340:bedside-diagnosing-ovarian-oncological-nherited-real-risk-and-cancer&catid=199:bacheca pratis [email protected] Letter in pdf format. Letter in pdf format. Epidemia Diabetica: originale Prevenzione Primaria e Nuovo Rinascimento della Medicina. 2010-11-16T08:29:15Z 2010-11-16T08:29:15Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=102614:epidemia-diabetica-originale-prevenzione-primaria-e-nuovo-rinascimento-della-medicina&catid=199:bacheca Sergio Stagnaro [email protected]

Lettera Aperta al Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.

Lettera Aperta al Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.

Lettera Aperta al Ministro della Salute, On Prof. Ferruccio Fazio 2010-10-25T09:55:03Z 2010-10-25T09:55:03Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=97835:lettera-aperta-al-ministro-della-salute-on-prof-ferruccio-fazio&catid=199:bacheca pratis [email protected] Terrorismo Psicologico Jatrogenetico, Epidemia ignorata ma in aumento.
Terrorismo Psicologico Jatrogenetico, Epidemia ignorata ma in aumento.
Riconoscimento giuridico S.I.A.F. Toscana 2010-09-20T07:24:59Z 2010-09-20T07:24:59Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=88531:riconoscimento-giuridico-siaf-toscana&catid=199:bacheca pratis [email protected]

Carissimi Soci

È con immenso piacere che vi inoltriamo il tanto ambito riconoscimento giuridico della nostra Associazione.

Ovviamente questo è valido per la regione Toscana, ma tante altre regioni stanno andando in questo direzione.

Grazie al nostro Coordinamento territoriale suddiviso in macroaree, sarà possibile accelerare questo processo

Di riconoscimento in attesa che a livello nazionale le istituzioni recepiscano le direttive europee in materia di

riordino delle professioni come già è avvenuto In tutti i paesi aderenti alla comunità europea.

 

Da Adesso, Oltre ad essere riconosciuta la professione del Counselor, per i soci delle S.I.A.F Toscana sono

Previsti 9.000 euro di finanziamento se aprono lo studio professionale.

È data la precedenza alle giovani donne sotto il 45° anno di età, per studi associati sono previsti maggiori

Finanziamenti.

 

Ringraziamo i soci della regione Toscana che ci hanno sostenuto per realizzare questo importante passo,

il Direttivo Nazionale per la fiducia e l’impegno che ha saputo disporre e il COOLAP regione Toscana che

in tanti anni di alacre impegno è riuscito per primo in Italia a tale intento.

 

Attualmente le associazioni di Categoria Professionali che hanno il riconoscimento giuridico in Italia

Sono pochissime poiché l’iter autorizzativo è veramente complesso e dispendioso quindi grazie a tutti

I soci della SIAF che credono e sostengono seriamente questo nostro progetto. 

 

                Il Presidente

 

 

 

 

 


 

Carissimi Soci

È con immenso piacere che vi inoltriamo il tanto ambito riconoscimento giuridico della nostra Associazione.

Ovviamente questo è valido per la regione Toscana, ma tante altre regioni stanno andando in questo direzione.

Grazie al nostro Coordinamento territoriale suddiviso in macroaree, sarà possibile accelerare questo processo

Di riconoscimento in attesa che a livello nazionale le istituzioni recepiscano le direttive europee in materia di

riordino delle professioni come già è avvenuto In tutti i paesi aderenti alla comunità europea.

 

Da Adesso, Oltre ad essere riconosciuta la professione del Counselor, per i soci delle S.I.A.F Toscana sono

Previsti 9.000 euro di finanziamento se aprono lo studio professionale.

È data la precedenza alle giovani donne sotto il 45° anno di età, per studi associati sono previsti maggiori

Finanziamenti.

 

Ringraziamo i soci della regione Toscana che ci hanno sostenuto per realizzare questo importante passo,

il Direttivo Nazionale per la fiducia e l’impegno che ha saputo disporre e il COOLAP regione Toscana che

in tanti anni di alacre impegno è riuscito per primo in Italia a tale intento.

 

Attualmente le associazioni di Categoria Professionali che hanno il riconoscimento giuridico in Italia

Sono pochissime poiché l’iter autorizzativo è veramente complesso e dispendioso quindi grazie a tutti

I soci della SIAF che credono e sostengono seriamente questo nostro progetto. 

 

                Il Presidente

 

 

 

 

 


 

LETTERA APERTA A SILVIO BERLUSCONI: LICENZIATE I NUOVI LEA. LA SLA NON PUO' ASPETTARE! 2010-05-31T14:05:33Z 2010-05-31T14:05:33Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=69751:lettera-aperta-a-silvio-berlusconi-licenziate-i-nuovi-lea-la-sla-non-puo-aspettare&catid=199:bacheca pratis [email protected]

Le persone con SLA ed i loro familiari attendono risposte urgenti dal Governo relativamente alla loro assistenza  e presa in carico: in caso contrario l'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica-AISLA Onlus promuoverà per il prossimo 21 Giugno, alle ore 11, una manifestazione di protesta e sensibilizzazione davanti a Palazzo Chigi.

 

Milano, 27  maggio 2010.  La lettera aperta inviata lo scorso 20 maggio al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Mario Melazzini, malato di
Sclerosi Laterale Amiotrofica e Presidente di AISLA Onlus, Associazione punto di riferimento per tutte le persone colpite da questa malattia
neurodegenerativa al momento inguaribile, evidenzia nuovamente la necessità e l'urgenza di provvedimenti che migliorino in tempi rapidi  la risposta ai
bisogni assistenziali dei malati di Sla e dei loro cari.

Da almeno tre anni, ormai, si attende infatti  l'approvazione e, soprattutto, la concreta entrata in vigore conseguente al relativo finanziamento di nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)  per l'attuazione di percorsi di continuità assistenziali ospedale - territorio e di assistenza domiciliare ad alta complessità, uniformi ed omogenei su tutto il territorio nazionale come oggi, invece, purtroppo non accade.

Parimenti importante ed ineludibile è l'entrata in vigore del nuovo Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili,  contenuto negli stessi LEA che
prevederà ogni tipo di ausilio atto a supportare la persona con disabilità nel cercare la funzionale autonomia a lui permessa per garantire la sua
migliore qualità di vita.

Il tempo degli annunci e delle promesse è finito. La progressione della malattia non può attendere i tempi burocratico-istituzionali, purtroppo,
prosegue  inesorabilmente rendendo tanti malati, nella maggior parte dei casi ancora in possesso delle loro capacità cognitive, non più in grado di
muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente. Si tratta di persone a tutti gli effetti in grado di fornire il loro contributo in
famiglia, sul posto di lavoro o nelle relazioni interpersonali se destinatarie di una corretta presa in carico che ne impedisca l'isolamento,
l'esclusione e l'abbandono sociale. 

Ecco perché, se nel frattempo le Istituzioni deputate non ottempereranno agli impegni presi e ribaditi in più occasioni AISLA Onlus insieme ad altre
Associazioni di Volontariato interessate ai LEA supporterà e favorirà la massima partecipazione ad una manifestazione di protesta che il prossimo 21
Giugno, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta alla Sla, vedrà convergere a Roma di fronte a Palazzo Chigi numerosi malati di Sla, persone
disabili con loro accompagnatori e rappresentanti del mondo del volontariato provenienti da tutta Italia, alcuni dei quali in stato anche avanzato di
malattia, per rivendicare energicamente il loro non più rinviabile diritto ad un assistenza dovuta e degna di tale nome che consenta loro di rimanere
inclusi nella società e non isolati, né abbandonati. 

Pur coscienti che l'attuale congiuntura economica internazionale e nazionale non sia favorevole e che, contestualmente, l'entrata in vigore delle misure
sopra illustrate potrebbe richiedere la conferma di un impegno economico rilevante e di tempo da parte del Governo Nazionale, le persone con Sla ed i
loro familiari ritengono infatti prioritario il sostegno alla vita per poter affrontare con dignità anche l'esperienza della malattia intesa come
condizione possibile dell'esistenza. 


AISLA Onlus

Filippo Bezio
Per maggiori informazioni www.aisla.it <http://www.aisla.it/

Le persone con SLA ed i loro familiari attendono risposte urgenti dal Governo relativamente alla loro assistenza  e presa in carico: in caso contrario l'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica-AISLA Onlus promuoverà per il prossimo 21 Giugno, alle ore 11, una manifestazione di protesta e sensibilizzazione davanti a Palazzo Chigi.

 

Milano, 27  maggio 2010.  La lettera aperta inviata lo scorso 20 maggio al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Mario Melazzini, malato di
Sclerosi Laterale Amiotrofica e Presidente di AISLA Onlus, Associazione punto di riferimento per tutte le persone colpite da questa malattia
neurodegenerativa al momento inguaribile, evidenzia nuovamente la necessità e l'urgenza di provvedimenti che migliorino in tempi rapidi  la risposta ai
bisogni assistenziali dei malati di Sla e dei loro cari.

Da almeno tre anni, ormai, si attende infatti  l'approvazione e, soprattutto, la concreta entrata in vigore conseguente al relativo finanziamento di nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)  per l'attuazione di percorsi di continuità assistenziali ospedale - territorio e di assistenza domiciliare ad alta complessità, uniformi ed omogenei su tutto il territorio nazionale come oggi, invece, purtroppo non accade.

Parimenti importante ed ineludibile è l'entrata in vigore del nuovo Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili,  contenuto negli stessi LEA che
prevederà ogni tipo di ausilio atto a supportare la persona con disabilità nel cercare la funzionale autonomia a lui permessa per garantire la sua
migliore qualità di vita.

Il tempo degli annunci e delle promesse è finito. La progressione della malattia non può attendere i tempi burocratico-istituzionali, purtroppo,
prosegue  inesorabilmente rendendo tanti malati, nella maggior parte dei casi ancora in possesso delle loro capacità cognitive, non più in grado di
muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente. Si tratta di persone a tutti gli effetti in grado di fornire il loro contributo in
famiglia, sul posto di lavoro o nelle relazioni interpersonali se destinatarie di una corretta presa in carico che ne impedisca l'isolamento,
l'esclusione e l'abbandono sociale. 

Ecco perché, se nel frattempo le Istituzioni deputate non ottempereranno agli impegni presi e ribaditi in più occasioni AISLA Onlus insieme ad altre
Associazioni di Volontariato interessate ai LEA supporterà e favorirà la massima partecipazione ad una manifestazione di protesta che il prossimo 21
Giugno, in occasione della Giornata Mondiale di Lotta alla Sla, vedrà convergere a Roma di fronte a Palazzo Chigi numerosi malati di Sla, persone
disabili con loro accompagnatori e rappresentanti del mondo del volontariato provenienti da tutta Italia, alcuni dei quali in stato anche avanzato di
malattia, per rivendicare energicamente il loro non più rinviabile diritto ad un assistenza dovuta e degna di tale nome che consenta loro di rimanere
inclusi nella società e non isolati, né abbandonati. 

Pur coscienti che l'attuale congiuntura economica internazionale e nazionale non sia favorevole e che, contestualmente, l'entrata in vigore delle misure
sopra illustrate potrebbe richiedere la conferma di un impegno economico rilevante e di tempo da parte del Governo Nazionale, le persone con Sla ed i
loro familiari ritengono infatti prioritario il sostegno alla vita per poter affrontare con dignità anche l'esperienza della malattia intesa come
condizione possibile dell'esistenza. 


AISLA Onlus

Filippo Bezio
Per maggiori informazioni www.aisla.it <http://www.aisla.it/

Piloti depressi e in cura potranno volare 2010-05-03T08:21:02Z 2010-05-03T08:21:02Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=63640:piloti-depressi-e-in-cura-potranno-volare&catid=199:bacheca pratis [email protected]

I piloti potranno presto volare sotto l'effetto di potenti psicofarmaci. La FAA (Federal Aviation Administration) ha appena abolito il divieto che da 70 anni impediva ai piloti americani sotto trattamento di prestare servizio. La regola era stata imposta a causa dei gravi effetti collaterali, stanchezza, difetti di visione e giudizio.

Sono 4 gli antidepressivi consentiti: Prozac, Zoloft, Celexa e Lexapro. Fred Tilton, medico della Faa, ha detto che anche altri psicofarmaci potrebbero venire approvati. I piloti che li usano sono tenuti ad effettuare una visita psichiatrica ogni sei mesi.

Tutto ciò nonostante le Black Box (etichette di avvertimento) approvate dall'FDA sul rischio di suicidio nei bambini e negli adulti, oltre a una lunga serie di pericolose reazioni, comprese: aggressione, ostilità, disinibizione, impulsività e manie. Con gli antidepressivi, la guida spericolata è una delle reazioni più comunemente segnalate, dove molte volte l'auto si trasforma in un arma di suicidio. Che cosa potrebbe mai fare un pilota di aereo sotto l'effetto di simili sostanze?

L'FAA dice di non poter stimare il numero di piloti interessati, ma crede che la percentuale di piloti depressi non sia dissimile da quella della popolazione, da loro stimata al 10%.

Ecco arrivare una nube ben più scura e fosca di quella del vulcano islandese: ad esserne coinvolte non saranno le sole compagnie aeree.

Davis Fiore

Fonti:

http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63202W20100403

http://www.huffingtonpost.com/dr-peter-breggin/antidepressants-pilots-ta_b_542240.html

http://online.wsj.com/article/SB20001424052702304871704575159740692643072.html

I piloti potranno presto volare sotto l'effetto di potenti psicofarmaci. La FAA (Federal Aviation Administration) ha appena abolito il divieto che da 70 anni impediva ai piloti americani sotto trattamento di prestare servizio. La regola era stata imposta a causa dei gravi effetti collaterali, stanchezza, difetti di visione e giudizio.

Sono 4 gli antidepressivi consentiti: Prozac, Zoloft, Celexa e Lexapro. Fred Tilton, medico della Faa, ha detto che anche altri psicofarmaci potrebbero venire approvati. I piloti che li usano sono tenuti ad effettuare una visita psichiatrica ogni sei mesi.

Tutto ciò nonostante le Black Box (etichette di avvertimento) approvate dall'FDA sul rischio di suicidio nei bambini e negli adulti, oltre a una lunga serie di pericolose reazioni, comprese: aggressione, ostilità, disinibizione, impulsività e manie. Con gli antidepressivi, la guida spericolata è una delle reazioni più comunemente segnalate, dove molte volte l'auto si trasforma in un arma di suicidio. Che cosa potrebbe mai fare un pilota di aereo sotto l'effetto di simili sostanze?

L'FAA dice di non poter stimare il numero di piloti interessati, ma crede che la percentuale di piloti depressi non sia dissimile da quella della popolazione, da loro stimata al 10%.

Ecco arrivare una nube ben più scura e fosca di quella del vulcano islandese: ad esserne coinvolte non saranno le sole compagnie aeree.

Davis Fiore

Fonti:

http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63202W20100403

http://www.huffingtonpost.com/dr-peter-breggin/antidepressants-pilots-ta_b_542240.html

http://online.wsj.com/article/SB20001424052702304871704575159740692643072.html

PSICOFARMACI: Troppi consumi e poca informazione 2010-04-21T08:18:00Z 2010-04-21T08:18:00Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61509:psicofarmaci-troppi-consumi-e-poca-informazione-&catid=199:bacheca pratis [email protected]

Il consumo di psicofarmaci in Italia è aumentato in modo preoccupante negli ultimi anni. Secondo l'Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali (Osmed) dal 2000 al 2003 si è registrato un aumento del 75%.

Nel rapporto ESPAD 2007 dell’Osservatorio Europeo sulle droghe e Tossicodipendenze, uno studio svolto in 35 Paesi europei su 100 mila studenti tra i 15 e i 16 anni, per stimare l’andamento del consumo di tabacco, alcol, cannabis, inalanti e psicofarmaci tra i giovani, quelli italiani sono al quinto posto per tranquillanti e sedativi.

Gli psicofarmaci consumati vanno dagli analgesici, agli antidolorifici, dai sedativi e tranquillanti, agli stimolanti. Gli analgesici e gli antidolorifici, assunti per rilassarsi o dormire o per migliorare l’umore, sono a base di oppioidi, agiscono sul cervello bloccando la percezione del dolore e molti stimolano il piacere. I sedativi e i tranquillanti, usati per insonnia, ansia e tensione, rallentano le funzioni del sistema nervoso centrale e dunque le funzioni motorie. Gli stimolanti sono di solito impiegati per migliorare la qualità dell'attenzione, la percezione di forza e energia. Tutti farmaci spesso assunti con altre droghe o alcol, incentivando certi effetti collaterali o causandone di sconosciuti.

Tra i principali effetti secondari che si manifestano con l'uso prolungato ci sono: sedazione, rallentamento dei riflessi, incoordinazione motoria, difficoltà di memoria, confusione mentale, riduzione dell'attenzione, letargia, eruzioni cutanee, nausea, cefalea, riduzione della libido, vertigini. La comparsa di queste manifestazioni varia da individuo a individuo.

Tutte le benzodiazepine danno dipendenza fisica e se l'assunzione viene interrotta all'improvviso, può verificarsi una vera e propria sindrome di astinenza, caratterizzata da insonnia, vertigine, cefalea, anoressia e, nei casi più gravi, anche ipotensione, ipertermia, psicosi, epilessia, crampi muscolari, sudorazione e coma.

Recenti studi hanno dimostrato che queste sostanze provocano assuefazione, tolleranza e dipendenza che si manifesta con agitazione, dolori muscolari e alle ossa, insonnia, diarrea, vomito e tremori. La morte per overdose a causa di depressione del sistema respiratorio è una possibile conseguenza dell'abuso di analgesici e antidolorifici; quello di sedativi e tranquillanti può sfociare nelle convulsioni mentre l'abuso di stimolanti porta tremori, contrazioni muscolari, affaticamento, palpitazioni cardiache.

L'abuso di tali sostanze sta aumentando anche a causa della disinformazione. Le strade che conducono all'uso di queste sostanze sono diverse e molto spesso le persone sono all'oscuro degli effettivi pericoli. Così si crea un vortice di giustificazioni e poi di dipendenze. Alcune persone subiscono anche abusi da somministrazioni eccessive. A scopo informativo e di prevenzione i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani rendono disponibili gratuitamente materiali informativi, ed è possibile segnalare abusi subiti per trattamenti di questo tipo.


Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email: [email protected]
www.ccdu.org

Il consumo di psicofarmaci in Italia è aumentato in modo preoccupante negli ultimi anni. Secondo l'Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali (Osmed) dal 2000 al 2003 si è registrato un aumento del 75%.

Nel rapporto ESPAD 2007 dell’Osservatorio Europeo sulle droghe e Tossicodipendenze, uno studio svolto in 35 Paesi europei su 100 mila studenti tra i 15 e i 16 anni, per stimare l’andamento del consumo di tabacco, alcol, cannabis, inalanti e psicofarmaci tra i giovani, quelli italiani sono al quinto posto per tranquillanti e sedativi.

Gli psicofarmaci consumati vanno dagli analgesici, agli antidolorifici, dai sedativi e tranquillanti, agli stimolanti. Gli analgesici e gli antidolorifici, assunti per rilassarsi o dormire o per migliorare l’umore, sono a base di oppioidi, agiscono sul cervello bloccando la percezione del dolore e molti stimolano il piacere. I sedativi e i tranquillanti, usati per insonnia, ansia e tensione, rallentano le funzioni del sistema nervoso centrale e dunque le funzioni motorie. Gli stimolanti sono di solito impiegati per migliorare la qualità dell'attenzione, la percezione di forza e energia. Tutti farmaci spesso assunti con altre droghe o alcol, incentivando certi effetti collaterali o causandone di sconosciuti.

Tra i principali effetti secondari che si manifestano con l'uso prolungato ci sono: sedazione, rallentamento dei riflessi, incoordinazione motoria, difficoltà di memoria, confusione mentale, riduzione dell'attenzione, letargia, eruzioni cutanee, nausea, cefalea, riduzione della libido, vertigini. La comparsa di queste manifestazioni varia da individuo a individuo.

Tutte le benzodiazepine danno dipendenza fisica e se l'assunzione viene interrotta all'improvviso, può verificarsi una vera e propria sindrome di astinenza, caratterizzata da insonnia, vertigine, cefalea, anoressia e, nei casi più gravi, anche ipotensione, ipertermia, psicosi, epilessia, crampi muscolari, sudorazione e coma.

Recenti studi hanno dimostrato che queste sostanze provocano assuefazione, tolleranza e dipendenza che si manifesta con agitazione, dolori muscolari e alle ossa, insonnia, diarrea, vomito e tremori. La morte per overdose a causa di depressione del sistema respiratorio è una possibile conseguenza dell'abuso di analgesici e antidolorifici; quello di sedativi e tranquillanti può sfociare nelle convulsioni mentre l'abuso di stimolanti porta tremori, contrazioni muscolari, affaticamento, palpitazioni cardiache.

L'abuso di tali sostanze sta aumentando anche a causa della disinformazione. Le strade che conducono all'uso di queste sostanze sono diverse e molto spesso le persone sono all'oscuro degli effettivi pericoli. Così si crea un vortice di giustificazioni e poi di dipendenze. Alcune persone subiscono anche abusi da somministrazioni eccessive. A scopo informativo e di prevenzione i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani rendono disponibili gratuitamente materiali informativi, ed è possibile segnalare abusi subiti per trattamenti di questo tipo.


Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email: [email protected]
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Nota del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica a proposito degli embrioni generati con il dna di tre persone 2010-04-15T14:05:48Z 2010-04-15T14:05:48Z https://fcenews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=60192:nota-del-centro-di-ateneo-di-bioetica-delluniversita-cattolica-a-proposito-degli-embrioni-generati-con-il-dna-di-tre-persone&catid=199:bacheca pratis [email protected]

Milano, 15 aprile 2010

Nell’università di Newcastle in Gran Bretagna sono stati ottenuti embrioni usando il patrimonio genetico di tre persone. Per evitare l’ereditarietà di malattie mitocondriali è stato, infatti, trasferito il nucleo dell’ovocita di una donna in quello di un’altra il cui DNA mitocondriale è sano, insieme al DNA del gamete maschile. 
Sembrano vecchie parole rispetto alla novità degli esperimenti, ma in fondo stiamo tornando alla selezione della razza umana. In nome della presunta salute delle nuove generazioni, si fabbricano e si distruggono embrioni sperimentando nuovi cocktails genetici. Sconvolge la miopia etica sia di chi autorizza queste ricerche sia di chi le pratica. Ormai, sotto il velo della salute si può compiere qualsiasi azione e l’eugenetica di mercato si afferma tranquillamente nell’opinione pubblica. Nessuna sottile distinzione teorica e nessun raffinato linguaggio scientifico può impedirci di vedere che stiamo di fatto minando le fondamenta, faticosamente guadagnate, dell’idea di un uomo come soggetto che non può essere né prodotto né fabbricato. La fabbrica della salute in futuro annovererà gli uomini tra i nuovi prodotti controllati? 

Centro di Ateneo di Bioetica
Università Cattolica del Sacro Cuore
E-mail: [email protected]
www.centrodibioetica.it

 

 

Milano, 15 aprile 2010

Nell’università di Newcastle in Gran Bretagna sono stati ottenuti embrioni usando il patrimonio genetico di tre persone. Per evitare l’ereditarietà di malattie mitocondriali è stato, infatti, trasferito il nucleo dell’ovocita di una donna in quello di un’altra il cui DNA mitocondriale è sano, insieme al DNA del gamete maschile. 
Sembrano vecchie parole rispetto alla novità degli esperimenti, ma in fondo stiamo tornando alla selezione della razza umana. In nome della presunta salute delle nuove generazioni, si fabbricano e si distruggono embrioni sperimentando nuovi cocktails genetici. Sconvolge la miopia etica sia di chi autorizza queste ricerche sia di chi le pratica. Ormai, sotto il velo della salute si può compiere qualsiasi azione e l’eugenetica di mercato si afferma tranquillamente nell’opinione pubblica. Nessuna sottile distinzione teorica e nessun raffinato linguaggio scientifico può impedirci di vedere che stiamo di fatto minando le fondamenta, faticosamente guadagnate, dell’idea di un uomo come soggetto che non può essere né prodotto né fabbricato. La fabbrica della salute in futuro annovererà gli uomini tra i nuovi prodotti controllati? 

Centro di Ateneo di Bioetica
Università Cattolica del Sacro Cuore
E-mail: [email protected]
www.centrodibioetica.it