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Il trattamento laser endovenoso della grande safena
Scritto da Botta Giuseppe et al.   
Indice
Il trattamento laser endovenoso della grande safena
Procedura endovascolare
Metodi
Risultati
Eperienze cliniche
Procedura
Apparecchio laser e bendaggio
Problematiche
Conclusioni
Bibliografia e Commenti
Tutte le pagine

Quattro anni d'esperienza

Nel trattamento dei pazienti con varici degli arti inferiori sono state proposte negli ultimi anni nuove procedure di obliterazione delle vene varicose che utilizzano dei mezzi fisici, quali la luce laser e la radiofrequenza, in alternativa alla chirurgia demolitiva ed alla chirurgia emodinamica conservativa. Il trattamento laser endovenoso consiste nella obliterazione di una vena mediante energia luminosa di lunghezza d’onda specifica, veicolata da una fibra ottica all’interno della vena, dove l’energia luminosa viene trasformata dai cromofori bersaglio in energia termica.
Il calore provoca disidratazione e denaturazione delle proteine cellulari con necrosi coagulativa della parete venosa, cui consegue la stenosi cicatriziale fino alla completa scomparsa della vena.
Presso il Centro di Ricerca, Terapia e Riabilitazione Flebolinfologica dell’Università degli Studi di Siena, diretto dal Prof. Sergio Mancini, nel periodo compreso tra il 1 dicembre 2001 ed il 31 dicembre 2005 sono stati trattati con il laser endovenoso 150 pazienti, di cui 109 F (73%) e 41 M (27%), con età compresa tra i 24 e gli 80 anni ed una media di 54 anni.

Dopo l’esame clinico-anamnestico, tutti sono stati sottoposti ad indagine strumentale con Ecocolordoppler, che messo in evidenza l’esistenza di un reflusso a partenza dalla giunzione safenofemorale di durata superiore ad 1 secondo. Escludendo i 10 pazienti, nei quali al trattamento laser è stata associata la crossectomia per la presenza di notevoli dilatazioni aneurismatiche preostiali, ed i 6 pazienti nei quali è stata trattata solo la safena anteriore, negli altri 131 pazienti è stata effettuata la procedura laser endovenosa in regime di Day Surgery. In anestesia tronculare mediante una piccola incisione cutanea alla coscia o alla gamba si è introdotto un catetere da 5 Fr nella vena safena interna. All’interno del catetere si è fatta passare la fibra laser da 810 nm o da 980 nm, la quale è stata posizionata sotto controllo ecografico a circa 2 cm dalla giunzione safenofemorale, in maniera da lasciare defluenti le collaterali superiori della crosse. Mediante spots di energia laser pulsata da 12-14 watt si è proceduto all’obliterazione del lume safenico, somministrando una energia di circa 60-70 joule per cm di vena trattata, mentre il catetere con la fibra veniva ritirato lentamente e progressivamente fino a farlo fuoriuscire dall’incisione chirurgica. In tutti i pazienti è stato immediatamente effettuato il bendaggio compressivo dell’arto inferiore trattato, sostituito il giorno dopo da un monocollant della seconda classe di compressione, che è stato fatto indossare per 4-6 settimane. Il trattamento laser endovenoso della grande safena è stato ben tollerato da tutti i pazienti. In assenza di mortalità operatoria, segnaliamo tra le complicanze la comparsa di transitorie ecchimosi alla coscia in 32 casi (24%), di parestesie o di un vero e proprio dolore postoperatorio importante in 21 casi (16%), di flebite superficiale di un ramo collaterale safenico in 1 caso. Al follow-up clinico e strumentale la safena interna è obliterata a 3 mesi in 122 su 131 (93%), a 6 mesi in 104 su 117 (89%), a 12 mesi in 89 su 102 (87%), a 24 mesi in 68 su 80 (85%) e a 36 mesi in 32 su 41 procedure eseguite. Si sono evidenziate 3 recidive con ricanalizzazione strumentale del tronco safenico in assenza di sintomatologia clinica, mentre i 5 pazienti, nei quali è stato documentato nel follow-up il persistere del reflusso tronculare per la mancata obliterazione della safena, sono stati rioperati di safenectomia per stripping corto. La modesta invasività della procedura, il breve tempo di esecuzione, il rapido recupero del paziente alla vita sociale e lavorativa fanno sì che il trattamento laser endovenoso trovi un consenso sempre maggiore e venga sempre più ampiamente utilizzato sia in Italia sia nel mondo.



 

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