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Tumore: una patologia sempre più cronica e di massa. Preoccupano le differenze regionali nelle opportunità di cura per i pazienti
Scritto da Flavia Ranucci   
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Tumore: una patologia sempre più cronica e di massa. Preoccupano le differenze regionali nelle opportunità di cura per i pazienti
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2 milioni di italiani hanno avuto una diagnosi oncologica nel corso della loro vita. Nel 2008 431 nuovi casi ogni 100.000 abitanti per le donne e 483 per gli uomini. Emergono difformità nelle opportunità di cura per i malati delle varie regioni: dalla disponibilità di farmaci alle prestazioni specialistiche di Oncologia, a quelle di radioterapia sino al sostegno psicologico e all’assistenza domiciliare integrata.

Roma, 28 aprile 2009 – Sono circa 2 milioni gli italiani che nel corso della loro vita hanno avuto una diagnosi di tumore. Liguria e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con il più alto numero di malati. I nuovi casi nel 2008 sono stati 431 ogni 100.000 abitanti per le donne e 483 per gli uomini. La mortalità per tumore rappresenta in Italia il 30% circa del totale dei decessi annui, ma migliora costantemente la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, pari secondo gli ultimi dati disponibili al 47% (in linea con la media europea).
I dati mostrano che si tratta di una patologia ormai cronica e di massa, tanto che nel periodo 1998-2008 circa il 57% delle inabilità pensionabili accolte dall’Inps nei confronti dei lavoratori assicurati presso l’Istituto è ascrivibile a patologie tumorali: nello stesso periodo le invalidità pensionabili ascrivibili alle patologie tumorali sono state più di 89 mila, e dal 2005 sono al primo posto tra le cause di riconoscimento, avendo per la prima volta superato numericamente e percentualmente quelle ascrivibili alle malattie del sistema circolatorio. Per quanto riguarda l’accertamento dello status di invalidità civile nei malati oncologici, va detto che l’Inps, attraverso le sue Commissioni Mediche, è riuscita nel 2008 a provvedere alla disamina della quasi totalità dei verbali trasmessi dalle Asl nell’arco temporale di 30 giorni; ciò, in assenza di uno specifico obbligo di legge, in quanto la Legge 80/2006 impone solo alle commissioni mediche delle Asl che l’accertamento sanitario relativo alla invalidità civile per i soggetti con patologie oncologiche debba avvenire entro 15 giorni.
L’esistenza di diversi soggetti istituzionali con potere concessorio (Regioni, Province, Comuni, Prefetture, Inps) determina una disomogeneità nei tempi di pagamento delle prestazioni economiche per invalidità civile che potrebbe essere risolta attribuendo ad un unico soggetto il compito.
La ricerca ha mostrato, se pur minime, difformità nell’accesso alle opportunità di cura e trattamento per i pazienti delle varie regioni, per quanto riguarda i farmaci:
- difformità nelle modalità e nei tempi di accesso: nelle 14 regioni con Prontuari Terapeutici Regionali, si possono determinare ritardi di accesso a causa dei tempi  impiegati dalle Commissioni preposte per autorizzare, dopo che un farmaco è stato varato dall’Aifa, l’inserimento del farmaco stesso nel Prontuario Terapeutico Regionale, mentre le  regioni che effettuano una automatica ammissione alla rimborsabilità dei farmaci autorizzati dall’Aifa (come Piemonte e Lombardia) riescono probabilmente ad avere un accesso più rapido;
- difformità per l’accesso ai nuovi farmaci antiblastici: dall’analisi relativa al loro inserimento o meno nei Ptr (laddove questi ultimi esistono) sono emerse alcune difformità, come ad esempio, che in Emilia Romagna non è inserito nel Ptr uno dei farmaci, oppure che in alcune regioni è necessario redigere per determinati farmaci una richiesta motivata personalizzata (dati Aiom).


 

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